La giornata dell’autore ~ Alvise Brugnolo

Racconti dal passato

Buongiorno a tutti e buon venerdì!

Oggi per me è l’ultimo giorno di lavoro prima della chiusura estiva! Voi quando sarete in ferie? Avete già scelto le letture estive?

Oggi vi presento Alvise Brugnolo, fermatevi a dare uno sguardo magari potrebbe interessarvi!

Ecco cosa ci racconta di sé

Mi chiamo Alvise Brugnolo e sono nato a Venezia. Sì, proprio in centro a Venezia, fra ponti, canali e Bed & Breakfast abusivi. Da poco ho conseguito la laurea magistrale in editoria e giornalismo all’università di Verona e sto cercando di farmi strada all’interno delle agenzie di comunicazione e pubblicità in qualità di copywriter. Raccontare, insomma, è il mio chiodo fisso e se potessi farne un lavoro vero e proprio sarebbe il coronamento di un sogno.

ALVISE-BRUGNOLO-SITOIn realtà la scrittura l’ho scoperta più tardi di quanto ci si potrebbe aspettare, all’incirca quando avevo diciannove anni e stavo seguendo i miei primi corsi di letteratura all’università Ca’ Foscari di Venezia. Così, di punto in bianco, ho sentito improvvisamente l’esigenza di sedermi davanti ad un foglio bianco e raccontare. Non che non lo facessi anche prima: da bambino, infatti, amavo disegnare: fumetti, illustrazioni, vignette umoristiche, tutte storie che inventavo io e di cui curavo i dialoghi e le trame… Ma non avevo mai scritto un racconto né tantomeno un romanzo. Poi è venuta questa strana voglia, una specie di richiamo irresistibile e allora, per recuperare il tempo perduto, ho scritto tutti i giorni per molte, molte ore, senza potermi fermare. Era come aver imparato a respirare per la prima volta.

E così, dopo una marea di racconti, molti dei quali pubblicati sul mio blog, e di incipit di romanzi mai conclusi, ho deciso di “mettermi sotto” e di scrivere seriamente il mio primo romanzo. Da questa sfida è nato “Il faro di Blackdale”. All’inizio non avevo l’ambizione di vederlo pubblicato e infatti il romanzo è rimasto nel mio “cassetto digitale” per un po’. Poi sono venuto a conoscenza di una nuova casa editrice nata proprio a Venezia: Onda d’Urto Edizioni. Ho contattato uno dei soci e ho proposto il mio manoscritto. Con mia grande sorpresa è stato accettato ed ora eccomi qui, a parlare della mia prima fatica.

Che cosa posso dire de “Il faro di Blackdale”? Si tratta di una fiaba moderna, un romanzo fantastico che riflette su temi fondamentali e sempre attuali: il rispetto della diversità, la capacità di andare oltre il pregiudizio e l’importanza della creatività come espressione di sé. Un omaggio alla narrativa per l’infanzia di Roald Dahl e Michael Ende, però rivolto soprattutto agli adulti, che troppo spesso hanno dimenticato cosa significhi essere bambini e avere il cuore pieno di sogni e ambizioni. Ambientato in un piccolo paesino immaginario, Blackdale, il romanzo racconta la vita triste e desolata dei suoi abitanti, che per egoismo e paura si sono chiusi in loro stessi, finendo intrappolati nella nebbia della solitudine. Fortunatamente l’arrivo di un personaggio misterioso cambierà le carte in tavola, ricordando alle persone quanto è bello comunicare e quanto la creatività possa aiutarli a farlo.

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Ecco le sue risposte alle mie domande!

Come e quando è nato il desiderio di scrivere?

Sono sempre stato un grande lettore e ho sempre amato raccontare storie, fin da bambino. Solo che prima lo facevo attraverso il disegno a fumetti. Con il tempo mi sono però reso conto che non mi sentivo affatto a mio agio, anzi: spesso mi arrabbiavo, perché per esprimere quello che “sentivo” ci mettevo troppo tempo e i risultati non mi soddisfacevano. IMG_20160514_160156Allora ho provato a cambiare “linguaggio”, a raccontare quello che pensavo attraverso le parole. E ho fatto centro! Mi diverto molto di più rispetto al passato, mi sento compiutamente me stesso. Scrivere per me è la massima forma di rilassamento. Una specie di viaggio astrale, per intenderci. Ho ancora molte cose da imparare ma sono deciso a continuare a scrivere, per migliorare giorno dopo giorno. La scrittura è un viaggio che dura tutta la vita.

Qual è il genere di libri che scrivi? Tratti più di un genere o uno solo?

Il mio primo libro è stato un romanzo fantastico. Il prossimo, chissà: mi piace molto sperimentare. I miei racconti spaziano fra diversi generi, drammatico, horror, fantascienza… è bello variare e mettersi alla prova. Devo dire che mi stuzzica molto l’idea di scrivere un giallo o un thriller, un libro tagliente, con uno stile completamente diverso da quello a cui i miei lettori sono abituati.

Hai avuto riscontri diversi a seconda del genere trattato?

Finora i lettori che seguono il mio blog si sono sempre mostrati soddisfatti di quello che scrivo, sia che si tratti di una breve fiaba per bambini o di un racconto più maturo. Cerco sempre di dare il meglio di me in ogni cosa che scrivo, a dispetto di quale sia il genere di appartenenza.

Da cosa prendi spunto per i tuoi libri?

Prendo spunto da qualsiasi cosa. Da altri libri, come nel caso de “Il faro di Blackdale”, o anche da miei vecchi racconti, da cui prendo alcuni elementi, come se fossero ingredienti da utilizzare in due ricette diverse ma che hanno qualcosa in comune. Il più delle volte, e questo funziona anche con i racconti che pubblico periodicamente sul mio blog, le mie idee nascono dall’ascolto di una canzone, dalla visione di un film o da un discorso captato mentre passavo per la via. Tutto comunica e tutto serve!

Quando descrivi i protagonisti è tutta fantasia oppure t’ispiri anche a qualcuno di reale, (persona della vita quotidiana o altro)?

In realtà cerco di ispirarmi il meno possibile a persone esistenti, piuttosto mi ispiro ad altri personaggi letterari, una sorta di omaggio agli autori che amo. Poi ovviamente è questione di inconscio: probabilmente buona parte dei personaggi che ho creato sono persone che ho conosciuto nella mia vita, così come anche le situazioni che ho descritto sono, sotto sotto, quelle che io stesso ho vissuto.

IMG_20160716_152126 (2)Che emozioni vorresti suscitare nei lettori?

Vorrei suscitare emozioni forti ma, soprattutto, far pensare. Trovo che la letteratura non debba essere solo una via di fuga, ma piuttosto un ritorno alla realtà con una visione e una prospettiva differenti. Leggere è come utilizzare una lente di ingrandimento: ci permette di notare cose che prima non riuscivamo a vedere.

La cosa più bella e la più brutta che ti hanno detto in riferimento a ciò che scrivi.

Se devo dire la verità non ho ancora ricevuto critiche negative. Solo qualche dubbio su scelte stilistiche che alcuni lettori non condividevano, ma erano appunto questioni di gusti. Ho ricevuto invece molti messaggi da lettori che si consideravano entusiasti, che mi dicevano quante emozioni il mio libro aveva trasmesso loro. Devo dire che mi commuovo ogni volta che qualcuno mi fa i complimenti. Devo ancora farci il callo e forse non lo farò mai. D’altronde vivere le emozioni è il dovere di qualsiasi scrittore/lettore.

Hai esperienza sia con il self publishing che con editori? Condivideresti qualche impressione e considerazione?

Il self publishing è sicuramente una risorsa utilissima e anche io, all’inizio, avevo pubblicato su Amazon una breve raccolta di racconti horror. È un metodo diretto, veloce, che lascia un grande controllo all’autore. Il problema è che spesso il self publishing, più che come una concreta possibilità, viene considerata come una “scappatoia” per fuggire dal controllo qualità della casa editrice. È vero, spesso le case editrici non sono lungimiranti e pensano solo al guadagno, costringendo l’autore esordiente ad un esilio forzato. Io sono stato fortunato e ho trovato una casa editrice disposta a puntare su giovani autori. Secondo me un aspirante autore non dovrebbe arrendersi ai primi rifiuti editoriali, ma continuare a cercare: prima o poi troverà una casa editrice disposta a sorreggerlo e farlo crescere come scrittore e come persona. Trovo che le case editrici, nonostante la nascita e lo sviluppo del self publishing, siano ancora sinonimo di qualità e una fonte di consigli preziosi. Spesso un rifiuto, se ben motivato, può far capire la direzione da prendere e sottolineare i nostri limiti, così che li possiamo superare più velocemente. Non tutti i rifiuti, insomma, vengono per nuocere.

Hai un personaggio preferito dei tuoi?

Sicuramente la protagonista, Nora White: è una bambina energica, disposta a combattere per quello in cui crede. Non ha paura degli adulti e li sfida continuamente e apertamente. In un certo senso ricorda Scout, la bambina ribelle protagonista di quel capolavoro che è “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee.

Cerchi sempre di trasmettere un messaggio preciso o è scrivendo che il messaggio viene fuori da solo?

Prima di iniziare una storia, prima ancora di pensare ad una trama, penso al messaggio, a quello che voglio trasmettere. Senza un obiettivo preciso (nel caso del mio romanzo mostrare come la creatività ci insegni a comunicare e ad uscire dai nostri limiti) non riuscirei a scrivere. Per me la scrittura è come la costruzione di un palazzo: senza le fondamenta (il messaggio) crollerebbe tutto.

Raccontaci qualcosa di te che vorresti condividere.

Vorrei solo farvi un invito: continuate a leggere. Sia che siate scrittori che lettori. Non fossilizzatevi su un solo genere. Leggete di tutto: thriller, gialli, horror, drammatici… Leggete soprattutto classici e autori sconosciuti, e non solo bestseller del momento. Più cose si imparano è più potremo essere autori e lettori migliori.

Qualche link:

Amazon

https://www.amazon.it/faro-Blackdale-Alvise-Brugnolo/dp/8899484031?ie=UTF8&keywords=il%20faro%20di%20blackdale&qid=1460197488&ref_=sr_1_1&s=toys&sr=8-1Pagina

Facebook: https://www.facebook.com/ilfarodiblackdale/

Sitowww.alvisebrugnolo91.wordpress.com

Casa Editrice: http://ondadurtoedizioni.com/

Mailalvisebr91@hotmail.it


Intervista finita amici!

Ricordatevi di lasciare un commento per Alvise e di  dare uno sguardo al suo libro!

NB In questo caso specifico ci terrei a evidenziare una cosa. Sapete tutti qual è la mia opinione sul self e sulle piccole CE e vorrei specificare che non è cambiata per niente. Le considerazioni riportate in merito sono esclusivamente dell’autore intervistato e non mi corrispondono.

Per oggi è tutto! Buona giornata, Laura.

 

 

 

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