Epoca Vittoriana ~ Il lavoro minorile

 

Buongiorno a tutti e bentrovati!

Prima di iniziare il post ci tengo a fare una premessa e delle scuse.

Questo blog è nato come blog sull’epoca vittoriana, ma avrete notato che, ultimamente, sono un po’ manchevole.

Questo è dovuto al tempo che è sempre minore.

Una volta ne avevo molto di più a disposizione, adesso la maggior parte del mio tempo libero viene impiegato per i miei libri che non sono più solo una passione.

Quando si inizia a pubblicare la cosa diventa seria e tutto ciò che ho scritto, oltre al proseguimento della saga, richiede tempo e cure per essere migliorato.

I post sull’epoca vittoriana richiedono a loro volta tempo, ricerche e soprattutto molte traduzioni dall’inglese all’italiano.

Quando pensiamo all’epoca vittoriana siamo spesso tratti in errore, ne vediamo solo il lato “romantico”…

I balli, i bei vestiti, le case, le carrozze, i cavalli e potrei continuare per altre dieci righe. Io stessa, a breve, pubblicherò un romance vittoriano. Se rammentate bene, però, ho sempre specificato che il romanzo è una cosa, la vita vera era un’altra.

In quegli anni la povertà era una piaga diffusissima, i poveri erano un numero che andava in crescendo rispetto a quelli dei nobili e dei benestanti.

Gli stipendi di questa classe sociale erano bassissimi e affatto equi per cosa concerneva il rapporto ore lavorative/salario.

Oggi, spesso, ci lamentiamo dei nostri lavori, io stessa non ero molto felice quando facevo la commessa, ma per farvi un’idea di cosa volesse dire fare “lavori da poveri” in epoca vittoriana vi basta pensare al lavoro peggiore che avete fatto, il più malpagato, stancante e svilente e moltiplicarlo per dieci volte. A quel punto, forse, vi avvicinerete al disagio della classe povera in quegli anni.

 

Voi vi chiedere come mai i genitori mandavano a lavorare i bambini.

Semplice: o facevano così o morivano di fame.

Come detto sopra gli stipendi erano bassissimi, non bastava lavorasse il capofamiglia per mantenere tutti. Chiunque abitasse in casa doveva lavorare o avrebbero fatto la fame. Non stiamo parlando di vivere bene, stiamo parlando di riuscire a mettere almeno un piatto di cibo in tavola al giorno. In quegli anni non erano poche le persone che morivano d’inedia agli angoli della strada.

In più non c’era neppure l’obbligo dell’istruzione elementare che entrò in vigore solo dal 1870.

I bambini iniziavano a lavorare tra i cinque e i sette anni e proseguivano sin quando non erano troppo vecchi o malati per poter smettere.

Molto spesso ho parlato della beneficenza e di come le donne nobili si dessero da fare per risultare pie e benevole agli occhi della società, ma si trattava appunto solo di quello: apparenza.

Raccogliere qualche abito vecchio o organizzare una vendita di torte, non risollevava certo le condizioni di quei miserabili. Erano pochissime le persone che davvero si avventuravano in quelle strade disagiate e facevano qualcosa per i meno abbienti, chi lo faceva veniva quasi ripudiato dai propri pari, come se la povertà potesse essere una malattia che si poteva trasmettere.

Le tanto pie lady vittoriane giravano lo sguardo quando vedevano i bambini affaccendarsi per le strade mentre raccoglievano le cacche di cavallo dal selciato.

Non erano come loro, non facevano parte della loro classe sociale, erano quasi considerati essere inferiori.

Pensate anche a quante e quali cose si compivano e dicevano davanti ai domestici.

Non è che non si avesse la paura le andassero a riferire, semplicemente era come se non esistessero, la loro parola non sarebbe contata nulla.

Inoltre, come contesto sociale, la cosa non veniva nemmeno considerata così strana poiché allora vigeva anche la regola dell’imparare il mestiere.

I figli di contadini o artigiani venivano impiegati nelle mansioni dei genitori sin da piccoli, proprio perché imparassero il lavoro. Di conseguenza il lavoro minorile era una cosa piuttosto normale nell’immaginario collettivo.

Peccato che nelle grandi città non fosse esattamente lo stesso. Non si trattava del bambino che andava nei campi dietro al papà, per quanto faticoso potesse essere, si parla di lavori con orari infiniti, spesso pericolosissimi e insalubri come andremo a vedere.

 

A Servizio

 

Il lavoro a sevizio di nobili e benestanti era il più desiderabile, nonostante fosse comunque stancante era tra i meno peggiori. I bambini venivano impiegati come lacché, paggi, aiuto stallieri e simili. Il lavoro, considerata l’epoca, era pagato abbastanza bene e dava diritto inoltre a vitto, alloggio, (quindi una bocca in meno da sfamare per la famiglia a casa), e vestiti. A servizio si indossava una divisa e questo consentiva di non logorare i propri abiti.

Perché se, come abbiamo visto in passato, le nostre lady vittoriane erano capaci di cambiarsi dieci volte al giorno e di indossare a ogni ballo un abito diverso che non avrebbero mai più dovuto rimettere, i poveri di contro spesso avevano un abito per la stagione calda e uno per la fredda e lo portavano fino a che non era così logoro da essere consumato.

Purtroppo però, solitamente, l’età minima per questo impiego era tra i dieci e gli undici anni e i bambini, prima di arrivarci, erano costretti a fare altro.

 

Garzoni, strilloni, spazzini e lustrascarpe

Una figura impressa nella memoria collettiva, grazie anche ai tanti film sull’epoca, è quella dei piccoli lustrascarpe agli angoli della strada. Queste figure sono state in auge fino agli anni Cinquanta ed erano posizioni molto ambite poiché consentivano un guadagno abbastanza buono senza doversi logorare fisicamente in maniera eccessiva.

Gli strilloni o paperboy erano quelli che vendevano i giornali agli angoli della strada urlando le notizie del giorno.

I garzoni lavoravano per starti, fruttivendoli, calzolai, macellai, cappellai, modiste e il loro compito era fare le consegne ai vari angoli della città. Ogni attività che volesse essere competitiva aveva il suo fattorini, non fosse mai stati che i nostri amici vittoriano dovessero girare carichi di pacchi.

Gli spazzini detti anche crossing sweeper,(spazzini degli incroci), sono quelli citati poco sopra.

I cavalli, mentre i nobili erano dentro le sontuose carrozze, sporcavano vie e incroci e questi bambini, armati di scoponi, stavano tutto il giorno presso le strade a rimuovere costantemente i bisogni dei cavalli. Non poteva certo accadere che nobili e signore si sporcassero gli abiti o rischiassero di venire schizzati con una bella cacca fumante all’angolo dell’incrocio.

Spazzacamini

Quella degli spazzacamini (chimney sweeper) è un’altra figura che è stata molto romanzata, il famoso film Disney Mary Poppins l’ha resa quasi una figura romantica dell’immaginario collettivo. La realtà era ben diversa: i bambini facevano gli spazzacamini, gli uomini adulti erano pochissimi. Per fare lo spazzacamino si doveva essere molto piccoli per poter agilmente infilare nei comignoli stretti. Sarebbe stato impossibile passarci per un uomo adulto.

Poco importava esistesse il rischio che morissero soffocati o bruciati, erano minuti e tanto bastava perché fossero adatti allo scopo. La loro stazza ridotta e agilità gli consentiva di salire e scendere lungo la canna agevolmente. Pensate che, nel 1825, quando ancora la legge sul lavoro minorile non era nemmeno stata pensata, in Parlamento, furono costretti a discutere in merito ai piccoli spazzacamini e interessarsene. L’altissima mortalità era riuscita a scalfire la società provocando una ferita nella collettività.

 

Prostituzione minorile

 

Spesso siamo portati a pensare che la pedofilia e i vizi siano una piaga dei giorni nostri: sbagliato.

Semplicemente allora non se ne parlava. Adesso abbiamo internet, la televisione, l’indignazione. Allora, come detto sopra, i poveri erano quasi considerati indegni di vivere e ciò che accadeva loro non toccava molto la società.

La prostituzione in epoca vittoriana meriterebbe un articolo a sé stante, è un argomento piuttosto grosso e controverso e se lo desiderate posso parlarne, adesso mi limiterò a chiarire la questione sui minori.

Innanzitutto dovete sapere che quasi il 60% delle prostitute londinesi aveva un’età compresa tra i quindici e i ventuno anni. Non erano lì per loro desiderio e, anche se non erano bambine a quindici anni non erano certo delle adulte. Spesso venivano sbattute a battere i marciapiedi per pagare i debiti contratti dai genitori, oppure per pagarne le spese mediche.

Anche se dava meno nell’occhio era una forma di prostituzione anche quella di alcuni nobili.

Non era raro che famiglie con un buon nome, ma di cui purtroppo gli uomini di casa avevano sperperato i soldi in bordelli e al gioco, cedessero la figlia minorenne in moglie a dei ricchi vecchiacci per riabilitarsi e saldare i debiti. Poco gli importava che la quindicenne finisse nel letto di un depravato sessantenne, ciò che contava era mantenere gli agi e il buon nome, se poi il futuro sposo era persino di classe sociale più elevata era ancora meglio.

Addentrandosi in un terreno ancora più doloroso dovete sapere che esistevano appositi bordelli per andare a letto con bambini sotto i nove anni. Ai paganti era concesso fare qualsiasi cosa, non era raro che a fine giornata alcuni bambini fossero trovati morti, proprio come accade ancora oggi in Thailandia, il famoso turismo sessuale.

Molto spesso i bambini impiegati in queste case del piacere per pervertiti provenivano da zone rurali poverissime, spesso erano rapiti dalle loro stesse famiglie o venduti per poter sopravvivere.

Lavoro in fabbrica

 

È impossibile per noi, abituati a sindacati, maternità, malattia, ferie, permessi per visite ecc. ecc. riuscire a immaginare il lavoro in fabbrica di allora. L’orario di lavoro si aggirava intorno alle sedici ore e i datori di lavoro li pagavano poco perché sostenevano che un bambino o una donna non potessero sopportare fisicamente lo stesso carico di lavoro di un uomo. Il poterli fare lavorare come muli, e pagarli un’inezia con questa scusa, li rendeva richiestissimi.

Lo erano, inoltre, per lo stesso motivo per cui erano apprezzabili spazzacamini: il loro corpicino piccolo era ottimo per potersi infilare tra i macchinari.

Tra i compiti più diffusi cera la pulizia dei macchinari che alzava di molto le statistiche di morte sul lavoro. Le macchine non si potevano fermare, andavano avanti non stop e questi piccoli vi sgattaiolavano in mezzo per pulire gli ingranaggi e fare manutenzione. Se andava bene si perdeva qualche arto, se andava male si moriva.

I padroni, inoltre, erano i primi a rendere un inferno il lavoro dei bambini, non gli basava infatti pagarli poco, li vessavano di continuo. La violazione dell’orario era severamente punita, i ragazzini che tardavano venivano anche picchiati.

Una cosa nella quale sguazzavano i proprietari di fabbriche, anche nei confronti degli adulti, era proprio l’orario. I poveri non potevano permettersi orologi, nessuno di loro ne possedeva, quindi non sapevano mai esattamente che ora fosse. Non avevano sveglie né nulla di simile.

Era quindi molto facile per i datori di lavoro coglierli in fallo, anche per pochi minuti.

Solitamente quindici minuti di ritardo equivalevano a mezz’ora di lavoro decurtata dal salario, giornaliero/settimanale/mensile che fosse.

Un’altra pratica orribile e comune era quella di incatenare i bambini ai banchi di lavoro, per paura non lavorassero il giusto o si allontanassero dalla postazione. La pratica era più diffusa verso i novizi che, spaventati dal lavoro e da ciò che vedevano, erano qualche volta scappati. Se venivano riacciuffati mentre fuggivano dal lavoro venivano arrestati.

Lavoro in miniera

I bambini venivano utilizzati anche nelle fabbriche, per gli stessi identici motivi sopracitati: costavano poco ed erano piccoli.

Venivano impiegati per portare in superficie il materiale estratto, calati in strettissime gallerie e cunicoli, scavare gallerie piccole veniva considerato meno pericoloso in riferimento a possibili crolli.

 

Per oggi è tutto amici.

Era tanto tempo che non facevo un post del genere, spero vi abbia fatto piacere e che l’approfondimento sia stato di vostro gradimento.

Mi scuso ancora per le mie mancanze di questo periodo, soprattutto anche nelle visite ai siti altrui.

Tengo moltissimo al blog ed è mio desiderio portarlo avanti e continuare a restare in contatto con tutti voi, ma al contempo ho davvero pochissime ore libere.

Tra le altre cose sono anche un essere umano e, ogni tanto, ho bisogno anche io di uscire, socializzare, bere un caffè con un’amica: vivere.

Credo che chiunque, leggendo il post, possa rendersi conto di quanto sia stato impegnativo scriverlo e di quante ore e ricerche siano state necessarie.

Fatemi sapere se siete interessati a conoscere qualcosa di più sulla prostituzione in linea generale, prometto che cercherò di occuparmene!

Auguro una felice giornata a tutti.

Laura.

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20 thoughts on “Epoca Vittoriana ~ Il lavoro minorile

  1. Mi tocca il cuore vedendo le foto dal passato come hanno trattato i bambini, ma in Inghilterra questo succedeva ancora nei anni recenti 😦 … la foto che mi spezza il cuore e quello del piccolo spazzacamino.. chi sa quanto e venuto vecchio o quelli bambini che lavoravano nel carbone… meglio non pensare.. ora ti saluto perché mi fa stare in brutti pensieri…Bussi ❤

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  2. Scrivere post così lunghi richiede tempo e, in questo momento, è proprio il tempo ad essere con te particolarmente tiranno. I tuoi libri hanno la priorità su tutto, hai investito troppo su di essi per non prendertene debita cura.
    Questo è un post molto interessante anche se triste nello stesso tempo perché si mettono in luce verità che fanno male. E’ proprio vero che non tutto luccica dietro i lustrini …
    Un bacione cara Laura ♥

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  3. Cara Laura attendevo da tempo un tuo nuovo post sull’epoca Vittoriana. Complimenti questo è davvero molto bello e istruttivo e sono interessatissima al prossimo post che hai proposto. Spero proprio che tu possa trovare il tempo di scriverlo. Questo argomento è davvero emozionante perché le epoche passate sono state molto crudeli con i bambini. La distinzione in classi sociali era più marcata rispetto ad ora ed è difficile per noi immaginare quanto poco poteva valere la vita di un povero. Per fortuna siamo andati avanti ma in molte parti del mondo purtroppo è ancora così. Laura

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    • Ciao carissima!
      Spero di trovarlo presto, ultimamente sono davvero molto presa, devo dirti che a volte mi sembra mi manchi l’aria, ma purtroppo lavorando tutto il giorno devo fare delle scelte e i libri hanno la priorità assoluta!
      Purtroppo è come dici tu, in molte parti del monto è ancora così!

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