Su Di Me

Buongiorno a tutti!

Oggi voglio parlarvi di una cosa che mi riguarda, penso di non aver mai detto niente in merito, a dire il vero me ne sono stupita, come mi ha stupito fare le costatazioni che ho fatto leggendo un libro e rendendomi conto che avevo pensato a questa cosa proprio in merito a ciò che avevo letto.

Non vi farò una recensione mascherata da pensiero, brevemente: ho letto una storia femminile nella quale la protagonista si faceva molti complessi per via di alcune cicatrici da bruciatura che aveva sul corpo. Ci terrei a capire che non si trattava di ustione totale e simili e che stiamo parlando di una ragazza, nel complesso, molto bella.

Non mi metterei mai ad analizzare le ferite dell’anima di persone gravemente ustionate, sono cose che non si possono sapere e di cui non si può parlare.

Tornando a noi… questo libro mi ha fatto riflettere su me stessa.

Io, come avrete capito, sono una persona che, in precedenza, è stata anche fortemente complessata a causa del suo aspetto per via dei kg di troppo, nutrendo anche un grande senso di inferiorità nei confronti degli altri, al punto da non entrare in una stanza piena di persone per vergogna di essere guardata.

Molti di voi, quelli che seguono da sempre, sanno che all’età di tredici anni ho subito un intervento molto grave alla colonna vertebrale, ho cinque protesi e mi sono rimasti due bei segni.

Il primo è sulla “chiappa” destra e arriva fino alla zona lombare, il secondo, più importante, parte a destra nell’inguine, risale il fianco e arriva alla scapola. Praticamente mi gira intorno, un po’ come la Vodafone.

Non si tratta di una sottile linea bianca, per quanto a oggi si sia schiarita, stiamo parlando di un intervento fatto nel 1993, anno in cui non c’era ancora molta cura per questo tipo di cose, insomma: non si sono fatti scrupoli a sfregiarmi, anzi. Allora era un cordolo di pelle in rilievo raggrinzita e violacea, a oggi è livellata con il resto della pelle e più chiara, ma comunque larga un dito in molti punti.

Ci ho pensato leggendo queste pagine, appunto, e realizzando che, in tutti questi anni, nonostante io sia quella sono, non mi sono mai posta il minimo limite a riguardo.

Non ho mai avuto timore di mettermi il bikini in spiaggia, (sono circa vent’anni che non vado al mare, mi fa venire mal di testa il sole e trovo una perdita di tempo stare sdraiata come una cozza tutto il giorno, insomma: ho di meglio da fare), allora ero magra, parlo puramente in riferimento alla cicatrice.

Soprattutto, riferendomi sempre alla protagonista di questo libro, non ho mai avuto “ansia da prestazione” con i ragazzi per questo motivo.

Me ne sono domandata i motivi, non che ci sia niente da vergognarsi ad avere una cicatrice, ma non ho saputo rispondermi, Conoscendomi, se non ce l’avessi e qualcuno mi chiedesse se per me rappresenterebbe un complesso, probabilmente direi di sì.

Onestamente non me lo ero nemmeno mai chiesta prima di aver letto questo libro. Buffo… sembra quasi mi sia accorta ora di una cosa che fa parte di me da ventiquattro anni.

Augurandovi buon lunedì vi saluto tutti affettuosamente.

Laura.

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27 thoughts on “Su Di Me

  1. Cara Laura, immagino come possa esser stata dura, ma posso solo immaginarlo… Dal canto mio nonostante io con me stessa son sia mai stata benissimo… me ne son sempre fregata dell’opinione altrui. Fai bene a non farti condizionare dalle tue cicatrici, son parte di te e della tua personalità. Però posso dirti una cosa… di certo non sei capitata nelle migliori mani, se ti han fatto quel ricamino… perchè a Genova in quegli anni non tutti i chirurghi erano così… Un abbraccio Laura

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  2. Quelle due cicatrici che porti ormai da 24 anni sono parte di te, non fartene un complesso. Impensabile come da un libro possano nascere certe constatazioni che fino a quel momento non ci avevano sfiorato … potenza della scrittura! 🙂
    Un abbraccione ♥

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  3. cara laura anche questa cosa di te, del tuo passato, non fa che confermarmi quanto sei forte e positiva come persona. non credo sia stato facile subire tutti gli interventi e il resto. sei di una bellezza e lo dico da donna che (ok, ama gli uomini belli !)ammira le belle donne quelle che hanno non solo una bellezza esteriore (che hai anche tu!) ma soprattutto interiore…
    ❤ grazie per averci parlato di te,
    daniela

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  4. Sicuramente non è facile vedere il proprio corpo segnato, ma credo che le cicatrici dell’anima siano più difficili da superare che quelle fisiche. Alcune “diversità” si assopiscono con una personalità particoare, eclettica, di spessore, e credo tu ne abbia abbastanza.

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  5. Anche io mi porto le mie cicatrici….tre per cesarei,sbilenche e rosate e una per ernia ombelicale…insomma una bella tavolozza di parallele e verticale. Diciamo che fanno parte del mio esserci,segnano il percorso del mio cammino. Ma non ci sono ancora del tutto abituata ad osservarle passando davanti allo specchio. Ti abbraccio

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