30 Days Writing Challenge – Day 10

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Buongiorno a tutti e buon martedì!

Come state amici? Spero tutti bene!

Oggi giorno 10 della challenge e mi appresto a scrivere quanto richiesto.

10 – Scrivi qualcosa per cui ti senti forte

È molto semplice per me rispondere a questa domanda, poiché il motivo per cui mi sento forte è una delle cose cui penso più spesso durante la giornata, (per ovvi motivi).

Mi sento forte tutte le volte che rinuncio al cibo, anche se rinunciare non è la parola giusta perché altrimenti sembra che io non mangi.

A molti potrà sembrare una sciocchezza entrare nel bar il mattino e sentire l’odore della focaccia appena fatta, (sì, nel bar sotto il mio ufficio il proprietario non compra la focaccia da un panificio, la fa lui stesso e la sforna tutte le mattine), e rinunciare a prenderla, oppure ignorare le brioches traboccanti di creme varie, ma per me non lo è.

Ho passato quasi 10 anni senza preoccuparmi di cosa mi infilavo in bocca, (per chi volesse leggere la mia storia l’articolo è QUI), non che abbia mai fatto grandi abbuffate, ma se vedevo qualcosa che mi piaceva non mi facevo problemi, mentre adesso mangio quelle cose solo con consapevolezza. La brioche una volta al mese quando vado in giro con una mia amica il sabato mattina e facciamo colazione ci sta, tutte le mattine no, così per mille altre cose.

Per cortesia evitatevi i predicozzi che mangiare è un piacere ecc, mangiare ciò che si desidera sempre è un fatto riservato a pochi fortunati che non ne pagano le conseguenze, a parte quando vanno a fare gli esami del sangue, alle persone come me che il cibo ingrassano solo a guardarlo non è consentito mangiare quello che si vuole di continuo e, se non si vuole sembrare un bidone della differenziata ambulante, tanto vale farci i conti e conviverci, scegliere se si vuole essere tutta la vita sovrappeso o scegliere se si vuole non esserlo, io ho fatto la seconda scelta.

Perdere più di cinquanta kg richiede forza e richiede forza anche non ingrassare di nuovo, quindi questa è indubbiamente una cosa per cui mi sento forte.

Ce n’è anche una seconda ed è relativa ai miei libri.

Nel mondo del self publishing, e a volte anche quando si è con editore, (mi dispiace dirlo: questo accade solo in Italia, all’estero persone così deficienti non ce ne sono o ce ne sono molto poche), si viene spesso perseguitati da soggetti che non hanno di meglio da fare, questo solo quando il libro vende ovviamente. Purtroppo, mi spiace dirlo, non si tratta di troll nullafacenti, si tratta di scrittori, per lo più scrittori le cui opere non vengono molto considerate dai lettori e che, invece di farsi un esame di coscienza su cosa e come scrivono, fremono di invidia per ogni successo altrui.

Il maggior divertimento di queste persone è lasciare recensioni false, segnalare le recensioni positive che ricevi per fartele cancellare, spendere le giornate a votare come “non utile” ogni recensione positiva che ricevi e altre meraviglie del genere.

All’inizio ci rimanevo molto male quando accadeva, adesso ho imparato a fregarmene, passare avanti e ignorare.

Prima di tutto non ha senso mettersi a parlare con queste persone,  non si tratta di gente che ha davvero letto il libro e lascia critiche sensate, si tratta di persone che lasciano insulti a caso giusto per abbassare la media delle stelline o tentare di bloccare/rallentare le vendite della tua opera.

Onestamente mi dà molto fastidio quando sono piene di bugie, una in particolare mi ha irritato a morte, la recensione diceva che nel mio libro si fa fatica ad ambientarsi poiché privo di descrizioni.

Questa è una bugia grande come una casa. Posso accettare una recensione negativa, anche se falsa, che dice: “Il libro è scritto male”, pazienza, può anche rientrare nel campo delle opinioni soggettive, ma leggere che nel mio libro non ci sono descrizioni mi manda in bestia, chi ha letto i miei libri sa bene che sono 80% descrizioni, anzi, a volte la mia editor mi fa i “pipponi” perchè le tagli onde evitare di appesantire la lettura, quindi sinceramente leggere bugie del genere mi dà davvero sui nervi.

È stata dura mordermi la lingua, pardon in questo caso le dita, e non sputtanare pubblicamente il blog in questione come anche la blogger/autrice che l’ha fatta, ma sinceramente ho poi pensato che non ne vale la pena, quella persona vale poco meno di zero, come anche le sue parole, come si dice: se la persona è niente l’offesa è zero.

Quindi, riassumendo, queste due cose in particolare mi fanno sentire forte:

  • Saper resiste al cibo perché so che non posso ingurgitare a caso tutto ciò che mi fa gola;
  • Ignorare le provocazioni e i commenti falsi relativi ai miei libri.

Spero che l’articolo sia stato piacevole da leggere, vi auguro con tutto il cuore una felice giornata.

Laura.

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10 thoughts on “30 Days Writing Challenge – Day 10

  1. Buongiorno Laura, certo, l’articolo mi è piaciuto molto! Anche io personalmente, mangio poche schifezze, a cominciare da quello che offre il distributore automatico al lavoro. Da anni ho abolito prima lo zucchero dal caffè, poi dal cappuccino, poi tutte le bibite gassate (Coca Cola, Fanta, Sprite et similia); lunica cosa che mi concedo è una mini brioche con cappuccino nel fine settimana; per quanto riguarda, invece, i tuoi libri sono d’accordo che fai benissimo a fregartene di certe persone. Ti auguro una splendidia giornata! ❤ Ti abbraccio. 🙂

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  2. Ma quella che ti ha fatto i commentacci, motivava le critiche o erano così tanto per? Le critiche negative e positive, anche se sono marcatamente soggettive, dovrebbero sempre essere ben motivate, altrimenti servono a poco, sia agli scrittori che ad altri lettori.

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    • Motivano le critiche inventando bugie, il che, come ben dici, non è utile a nessuno.
      Sto parlando di altre autrici purtroppo, si tratta di persone che nemmeno leggono il libro, lasciano la recensione negativa perchè non gli va giù che il tuo libro vada meglio del loro.
      È una cosa davvero triste, prima di essere in questo mondo in prima persona non avevo idea capitasse.

      Mi piace

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