Si Di Me #33

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Fingere di essere diversi, indossare una maschera.

Odio le persone che fingono, che emulano uno stile di vita e un pensiero che non è il loro, solo per uniformarsi alla massa o per poter dire che sono meglio di te.

Ad esempio quelli: “Viva gli extracomunitari, siamo tutti una grande famiglia, ne vengano a frotte!”

E poi quando gli si siede vicino sul bus una persona di colore cambiano posto.

(Questo come esempio è fine a se stesso solo per segnalare un certo tipo di persona, non tratto argomenti politici né mi interessa farlo, né esprime il mio pensiero in merito).

Sono fantastici anche quelli che vanno in chiesa per dire che lo fanno o che aderiscono alle opere di carità per poter figurare nei nomi di chi si occupa di certe cose, ma soprattutto per potersi fare i cavoli degli altri e poter poi andare a sparlare di quella o quell’altra famiglia in condizioni disagiate.

(No, non sto facendo esempi a caso, conosco davvero queste persone, purtroppo).

Uno dei migliori casi di questi personaggi è rappresentato da una signora che, tempo fa, fermò mia madre per strada chiedendole: “Cosa dice il prete del fatto che tua figlia vive nel peccato?”

Questa domanda perché convivo.

A parte che io non frequento la chiesa da quando ho fatto la cresima e non vedo al prete cosa possa fregare del fatto che io conviva, ma soprattutto cosa gliene frega a lei?

Tornando al fulgido esempio che sono queste persone, che vivono per dimostrarsi integerrime, ma che di fatto sono le peggiori, sua figlia, pochi mesi dopo, era incinta. Non si sa di chi, è una ragazza madre.

Sia ben chiaro, non ho niente da dire sulle ragazze madri, anzi. Solo che la figlia di una che va in giro a fermare la gente per strada per fargli domande come quella che ha fatto lei a mia madre non ti aspetti certo che sia madre di un figlio di padre ignoto.

Eh sì, la cara figliola va tutte le domeniche a messa, ma tutti i sabati sera in discoteca a darla a chiunque.

Detto questo ognuno è liberissimo di fare ciò che vuole, basta che poi non vada rompere le palle agli altri, ma guardi se stesso.

Non discuto sul fatto che una trombi chiunque e poi vada a messa, tutto ciò che ognuno di noi si sente di fare è giusto per se stessi e nessuno ha il diritto di giudicarlo, discuto sul fatto che queste persone vogliono in realtà dimostrarsi diverse da ciò che sono davvero; persone con dei difetti, come tutti.

Il problema di queste persone è proprio questo, loro vivono per emulare una realtà che di fatto nemmeno gli appartiene. Se dimagrisci loro sono dimagriti di più, ora sono grassi per colpa degli ormoni, se fai un viaggio loro lo hanno fatto più bello o non lo fanno perchè danno i soldi a qualche opera di carità anzichè divertirsi, se hai una passione ce l’hanno anche loro, ma a un livello superiore, sono sempre migliori in tutto.

Io mi rendo conto di non essere certo perfetta, di dire cose che spesso per la società benpensante possono risultare aberranti, ma me frego, anzi me ne strafrego.

Sono contenta di esere così, diversa, ma  me stessa, chi mi apprezza è mio amico, chi non lo fa mi giudica, ma almeno le persone stanno come non per ciò che fingo di essere e che non sono.

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94 thoughts on “Si Di Me #33

  1. La penso come te, se faccio qualcosa, che sia andare a messa o in discoteca lo faccio per me, perché mi piace/ci credo e non per far vedere ad altri che faccio determinate scelte. Sai quanta gente vedo a messa tutte le domeniche che appena uscita inizia a parlar male di tizio e caio? Troppa purtroppo…

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    • Sì, ma la cosa divertente è che queste persone, se non hanno niente da dire per sminurti, se lo inventano pure!!
      Una vicina di casa dei miei, poco tempo fa, mi ha chiesto se Federico aveva finalmente trovato lavoro… Io resto un po’ perplessa perchè Federico lavora da dopo 4 mesi che si è trasferito a Genova, quindi quasi 10 anni.
      Glielo dico e lei mi guarda come se fossi matta, alché chiedo spiegazioni e la signora mi dice che una di queste persone della chiesa le ha detto che Federico era disoccupato e che l’ho sempre mantenuto io…

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  2. Noi nel giorno del Carnevale indossiamo una maschera, ma poi una volta tolta noi vediamo una cosa che gli altri giorni vediamo cioè che le persone non vengono visti come le altre persone. Cioè noi alcune persone le vediamo come diversi e credo che alcune persone le vedranno sempre cosi.

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  3. Hai ragione, certe persone dobvrebbero imparare a farsi un po’ gli affari loro… Anche io non sarò uno stinco di santo, però penso di non essere tra coloro che predicano bene e razzolano male; e – se succede – non me ne faccio certo un problema; può succedere. E se succedesse spesso, beh, sono fatta così… 🙂 Buona giornata, Laura!
    Un bacio grande, Lucinda ❤

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  4. Buongiorno Laura leggendo la tua rubrica della cose che racconti su di te sei un anima bella .Le persone invidiose sono sempre esistite e fregatene .Sei una brava scrittrice e lo sai che dopo aver vinto il primo giveaway lanciato dal tuo blog ho aperto una nuova bacheca sul mio profilo di Pinterest dove ho fotografato i miei libri che ho nella mia libreria di Kindle e iBooks 😉 Se sei curiosa lo vedi qui http://s-media-cache-ak0.pinimg.com/originals/b3/54/03/b3540361c1d6dcbd888eb92871e060b6.jpg
    Buon mercoledì ❤ Viola

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  5. Grande post cara Laura, anche a me questo falso buonismo mi secca l’anima, vedo anche io sempre la gente spostarsi quando c’è uno di colore sia alla fermata o nel autobus..
    Vivere nel peccato fanno quelli che vanno a chiesa e poi parlano dietro le spalle alla gente. Ma che cos’è il peccato o meglio chi non ha mai peccato..
    Se la gente si occuperebbe più di se stessi, sarebbe più armonia e fratellanza su questa terra..
    Insomma il matrimonio non garantisce una vita senza peccato, perciò alla fine viviamo tutti nel peccato 😀 … il post mi piace e penso come te bussi… 😉

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  6. Condivido appieno il tuo pensiero, odio falsità ed ipocrisia…….anch’io non vado a messa dal tempo che fu…anni fa appena separata il parroco venne a benedire casa e ebbe da ridire su questo…da allora quando passa la benedizione non mi faccio trovare in casa…buon pomeriggio 🙂

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  7. A me hai fatto venire in mente i testimoni di Geova e quel famigerato giorno a Milano… c’entra poco ma per un attimo ho pensato le avesse messo in mano un volantino xD
    Per il resto, il mondo è pieno. Ma che ci si può fare? Tutti etichettano: non sei cristiano, sei cristiano, sei vegano, non sei vegano, sei nerd, sei otaku, che gamer sei se… e così via. E poi, andando in fondo, le cose peggiorano.
    Anche se, per me, il male è: “tu non capisci un cazzo, sai solo insultare. Coglione!” (Da mettere in una qualsiasi conversazione)

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  8. Non ricordo se già l’ho raccontato, ma di fatti di persone di chiesa io ne ho a bizzeffe (vivendo in un piccolo paesino, si credono tutti santi scesi dal paradiso, come mi fate ridere!)
    C’è il caso di un ragazzo che va tutte le domenica in chiesa, fa l’aiutante del parroco, organizza le feste per bambini e tutte queste cose belle qua… E poi esce fuori e bestemmia tutti i santi del calendario, schifo le persone di colore e i cinesi (non so perché così specifico) e poi se glielo fai notare risponde “ma tanto mi confesso”.
    O di un altro – padre di famiglia – che durante una discussione (ero amica del figlio, un altro stordo chiesaiolo che dovrebbe solo stare zitto) con il figlio nel lontano 2007 (quando in Spagna ci fu la legge per i matrimoni gay) mi disse che se non la smettevo di dar ragione a quei rottinculo finisco con loro all’inferno perché ero una peccatrice come loro… Quest’uomo è scappato con l’amante e ha 3 figli con lei, ma vabbè.
    Non sto a fa’ una cosa contro la chiesa manco io, ma certa gente mi fa irritare e quando posso diffonderlo lo faccio!

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  9. Io dico che è sempre carnevale…maschera e via!
    Mi domando perchè la gente abbia paura di mostrare ciò che veramente è, non lo capirò mai. Comunque, per quel che mi riguarda i “bigotti” religiosi sono la peggior specie esistente. E lo dico con cognizione di causa.

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  10. Come approvo ogni singola lettera di questo post!
    Hai ragione su tutto!!
    Ti dirò, io evito di andare in chiesa per non incontrare persone che si vogliono fare i fatti tuoi. Lungi da me il voler parlare male di religione e quant’altro (sono credente) e sicuramente ci sono persone che credono in quello che fanno. Ma una volta, subito dopo la messa di Natale, da una ragazza poco più piccola di me mi sono sentita dire “Tanti auguri! Dove lavori?”. Da quella volta, dopo la messa di Natale, scappo come una ladra senza farmi vedere da nessuno. Detesto la gente che si vuole impicciare solo per smania di sapere. E nei paesi piccoli come il mio è una cosa invivibile.

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  11. Pingback: “Lo schifo” tag | Racconti dal passato

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