Il giorno di Natale in Epoca Vittoriana e il Boxing Day

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Buongiorno a tutti amici!

Oggi vediamo come passavano il Natale i nostri amici vittoriani!

9811-g656-victorianchristmasii600Come per tutte le altre cose in quest’epoca bisogna fare una netta distinzione tra le classi abbienti, i borghesi e i poveri.

Il Natale per le classi abbienti era una giornata dedicata al cibo, ai regali, all’ozio e al divertimento, mentre per i poveri era una dura giornata di lavoro, ma soprattutto era un momento di grande guadagno. Spesso per grossi ricevimenti di famiglie facoltose veniva assunto del personale aggiuntivo e questo, per qualcuno povero e disoccupato, poteva voler dire qualche giorno di guadagno.victoian-christmas-1

I borghesi possessori di attività inerenti alla festa si guardavano bene dal chiudere bottega, per loro era un giorno per incrementare le proprie entrate.

Esisteva anche allora chi comprava i regali all’ultimo minuto, inoltre andavano molto l’oca di Natale già pronta e il tacchino. I forni tenevano sempre tutto accesso, sfornavano dolci e manicaretti succulenti per tutti coloro che volevano fare acquisti per la giornata di festa.

victorian_christmas_sPensate che lavorava persino il postino il giorno di Natale, era una giornata di gran da fare dove egli si affrettava a consegnare auguri e regali che venivano programmati proprio per quel giorno.

I ricchi solitamente iniziavano la loro giornata con una bella colazione e poi si recavano alla messa natalizia, come detto nel post di ieri si tendeva a preferire la messa del mattino a quella della mezzanotte. Una volta tornati a casa erano pronti a sedersi a tavola per gustare il loro pranzo abbondante. Venivano tirati fuori i servizi migliori, tutto risplendeva, le sale da pranzo erano riccamente addobbate e le tavole pretenziosamente imbandite.

Il pranzo di Natale era qualcosa a cui pochiChristmasMuga rinunciavano anche tra le classi più povere, infatti in quella giornata si tendeva sempre a mangiare qualcosa di più. Ovviamente la proporzione non era la stessa, per i ricchi era un giorno in cui strafare, per i poveri era magari una delle pochissime occasioni in cui mangiare la carne.

vic008Il pomeriggio ci si dedicava a svariate attività, come quelle che abbiamo visto nel post di ieri sulla vigilia, ma c’era anche spazio per il pisolino o per una bella passeggiata per negozi, dato che erano appunto tutti aperti.

Per le strade era pieno di gente che intonava i canti natalizi, vi era la possibilità, per i più poveri, di andare in giro a cantare suonando di porta in porta e sperare in qualche moneta, un pasto caldo o addirittura di essere accolti per una giornata in cui sarebbero stati sfamati e al caldo da qualcuna delle famiglie più altruiste.

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Molto spesso, tra i ricchi, vi era l’usanza di far visita ad altri amici facoltosi, continuare a scambiarsi i regali e, se intrattenendosi si faceva tardi, di fermarsi anche per la cena.a-victorian-christmas-carol_full

La cena di Natale era un altro pasto molto importante e non si servivano di certo gli avanzi del giorno prima, anzi!

Era tutto cucinato dalla servitù, durante il pomeriggio. Tutto doveva essere perfetto poiché la cena, in cui spesso si avevano molti ospiti, anche esterni alla famiglia, era uno dei momenti in cui i nostri amici vittoriani sfoggiavano uno dei modi vivere che preferivano: quello delle apparenze. Era importante fare bella figura e offrire una cena dagli standard elevatissimi.

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Dopo cena era probabile che si facessero canti e balli, attività ricreative di vario tipo e addirittura i fuochi d’artificio.

Le famiglie più ricche e nobili organizzavano dei veri e propri ricevimenti con tanto di gran ballo. C’era anche l’usanza diffusa di recarsi a teatro.

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Il 26 dicembre: Santo Stefano per noi, per loro il Boxing Day

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Il giorno dopo Natale i nostri vittoriani rivestivano i panni e i costumi che si adattavano a 295528a1df7ddd3df9738121baabddad_1m-pngquell’epoca. Ricordate che abbiamo ribadito più volte quanto fosse importante per loro apparire prima di tutto? In questo veniva data particolare importanza, specialmente per le donne, alle opere di carità.

Questo giorno si chiama così proprio perchè i vittoriani passavano la giornata a distribuire ai più poveri le “scatole di Natale”.

Queste scatole contenevano cibi caldi, generi di prima necessità, abiti dismessi, coperte e a volte anche denaro.victorian-christmas-card-snowman

Non metto in dubbio che per molte persone fosse veramente sentito, ricordiamoci che nel donare, specialmente nel farlo verso persone per le quali quel dono può voler dire un pizzico di speranza in una vita buia, dà molta più soddisfazione a chi lo fa che a chi lo riceve.

Consideriamo inoltre che, anche quando non lo facevano con il cuore, il risultato finale era ciò che importava: una famiglia molto povera, almeno per un giorno, avrebbe avuto qualcosa di nutriente con cui saziarsi, qualcosa con cui coprirsi e qualche soldo per tirare avanti qualche tempo.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e che il mio voler dedicare questi giorni agli approfondimenti natalizi possa essere interessante anche per voi. Io ci tenevo tantissimo perchè amo profondamente il Natale, è un momento di grande gioia per me, ma questo credo lo abbiate capito bene!

Christmas PuddingCosa farete di bello a Natale?

Io andrò in Piemonte dalla famiglia di Federico, a pranzo saremo a mangiare fuori con sua madre mentre la sera con suo padre.

Spero di non tornare a casa gonfia come una zampogna e con un kg in più!

A più tardi amici, buona giornata!

Laura

 

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34 thoughts on “Il giorno di Natale in Epoca Vittoriana e il Boxing Day

  1. Veramente un bellissimo articolo che coglie in pieno le differenze di come si vive il natale. Per alcuni gioia totale(forse solo i bimbi) per altri meno. Lavorando alle poste il natale non posso godermelo con la mole di lavoro per le tante, troppe tasse. Anche chi lavora nei supermarket poverini o nei negozi di elettrodomestici e gadget. Molti più guadagni ma poco spirito natalizio. Forse, per natale il mondo dovrebbe fermarsi e volersi bene invece di pensare al vile consumismo…

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  2. Pingback: Buon Santo Stefano! | Racconti dal passato

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