Recensione “Una famiglia quasi perfetta”

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PARTE NO SPOILER

Cominciamo dalla trama:

Titolo: Una famiglia quasi perfetta

Autrice: Jane Shemilt

Pagine: 330

Prezzo: fortunatamente in offerta Newton a 0.99€

Saga/auto-conclusivo: auto-conclusivo, per fortuna.

Genere: Dicono thriller, sulla copertina addirittura “Un grande thriller” (in realtà l’unica cosa che ha di thriller è la parola sulla copertina)

Trama

Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori – rapimento, omicidio – diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l’attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto…

Opinione

Partiamo da un fatto fondamentale che in parte può aver pregiudicato la lettura. Odio com’è scritto. I libri che saltano continuamente di palo in frasca mi irritano enormemente. Va bene un flashback, due, ma quando per tutto il libro un capitolo è nel presente e uno nell’anno prima inizio a infastidirmi.

Un thriller dovrebbe avere un minimo di suspense cosa che in questo libro manca del tutto, la tensione narrativa non esiste e non esiste nemmeno il thriller.

La storia parla di Naomi la figlia di Jenny che è scomparsa improvvisamente, ma non esistono praticamente indagini investigative, non esiste la costruzione del caso, tabula rasa insomma.

Dalla trama sembra che sia la madre a indagare, ma sinceramente non è così. Si pone le domande che tutte le madri si porrebbero se la figlia sparisse, non stiamo parlando della mamma che si trasforma nel tenente Colombo.

Piatto, noioso, senza senso.

Parla più che altro della crisi familiare che colpisce questa famiglia a causa del rapimento della figlia minore, i genitori si separano, la madre scopre che i due figli maggiori hanno tutta un’altra serie di problemi, insomma potevano intitolarlo: “paranoie di una madre che si accorge di non essere stata capace a crescere i suoi figli e adesso non sa chi sono”. Sconsigliato in generale, doppiamente sconsigliato a chi ama i thriller, non è un thriller, è un incubo sotto forma di libro.

Finale pessimo e senza senso alcuno

PARTE SPOILER

Quando la figlia scompare la madre inizia a farsi mille flashback mentali sui comportamenti di Naomi.

Un giorno la figlia puzzava come un’alcolizzata incallita, peggio dei barboni della stazione, ma non le ha detto niente: “quando si sentirà di parlarmene lo farà”

Un giorno si accorge che puzza peggio di una ciminiera dell’ilva, ma non le ha detto niente: “quando si sentirà di parlarmene lo farà”

Un giorno si accorge che suo figlio tiene poggiato sul comodino un rotolo di banconote che manco gli sceicchi arabi, ma non gli ha detto niente: “quando si sentirà di parlarmene lo farà”

Un giorno si accorge che dalla sua borsa medica mancano quintali di farmaci, ma non indaga a casa, sicuramente li ha usati e non se lo ricorda.

Un giorno il padre si accorge che la figlia ruba dal reparto dell’ospedale dove sta facendo tirocinio tonnellate di Ketamina, ma la figlia gli dice che non era per lei, gliel’hanno chiesta degli amici, allora le fa pat pat sulla testa ed è tutto risolto, lui in fondo ha troppo da fare a trombarsi la collega infermiera.

Poi dopo che la figlia sparisce si chiedono se la conoscevano davvero e se erano stati dei buoni genitori. Cosa rispondersi? Indubbiamente degli ottimi genitori, soprattutto svegli.

Non sto a sproloquiare più di tanto perchè mi ha davvero annoiato a morte questo libro visto che l’ho preso convinta fosse un thriller invece è un susseguirsi di pipponi mentali di genitori incompetenti.

Veniamo al nocciolo.

Naomi in realtà non è stata rapita, è scappata con uno zingaro di cui si è innamorata. Tale zingaro inizialmente pare l’abbia cercata a causa dell’incompetenza di suo padre durante un intervento sulla sua sorellina, poi però si è innamorato di lei e sono fuggiti insieme.

Durante il finale, quando il poliziotto che segue le indagini, che intanto si fa pure Jenny, scopre questo inghippo vanno nel campo e fanno una strage uccidendo anche il presunto fidanzato di Naomi.

Quando tornano a riferire a Jenny le dicono che Naomi è morta, a causa di un’infezione, poco dopo il parto con la bambina che aveva avuto  e che non sanno dove sia seppellita perchè gli zingari non rivelano mai dove seppelliscono i loro cari.

Jenny però non si arrende e va lo stesso al campo nomadi. Vede la figlia uscire da una roulotte con i capelli rasati, la riconosce lo stesso, si guardano. La figlia ha in braccio un neonato e sale su una macchina e se ne va. Jenny la lascia andare, nemmeno prova a parlarle, dopotutto gli zingari l’hanno rinominata con un nome che significa Amore e quindi è amata.

Fine…

Un capolavoro insomma.

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31 thoughts on “Recensione “Una famiglia quasi perfetta”

  1. Direi che con questa frase l’hai distrutto.
    “…ialmente pare l’abbia cercata a causa dell’incompetenza di suo padre durante un intervento sulla sua sorellina, poi però se n’è innamorato anche lui”

    Che novità, non c’ha mai pensato nessuno ad una trama del genere… Vendetta che si tramuta in amore, mi pare anche il filo conduttore di “Non c’è due senza quattro” con Bud Spencer e Terence Hill… La bionda che vuol vendicarsi per l’azienda del padre ecc ecc.

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  2. Cara Laura mi dispiace molto che tu abbia sprecato tempo prezioso con questo libro 😱😱😱
    è capitato anche a me di voler finire di leggere cose assurde per poi rimanere decisamente amareggiata e chiedermi: “possibile che hanno pubblicato questa cosa? ” ci sono così tanti bei libri (anche di esordienti) che meriterebbero un posto al sole… Boo certe cose non me le spiego 😳😳😳
    Ma la madre che vede e tace???? Facile fare la madre così 😡😡😡 scaricando su i figli le responsabilità del quando e come parlare.
    Il padre non lo prendo nemmeno in considerazione😶😶😶
    Il finale … Da suicidio 😖😖😖 magari secondo l’autore lo sguardo tra madre e figlia che si riconoscono doveva essere anche commuovente ????
    Assurdo 😓
    Be grazie mille per questa recensione eviterò di perdere tempo io con sto “coso” 😍😍😍

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  3. L’ho letto anche io poco fa e a parte l’ansia al pensiero di cosa ne sarà dei miei figli, una volta cresciuti, l’ho trovato anche io abbastanza banale. Per fortuna l’ho letto in fretta, senza perderci troppo tempo. Era tempo che non sceglievo un libro in libreria basandomi solo sulla copertina, ultimamente compro online e solo dopo essermi un minimo informata. Soldi buttati, anche se a me è servito per sbloccarmi in un periodo in cui non riuscivo più a leggere.

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  4. Pingback: Tag Alfabeto dei film | Bellezza In The City

  5. Solitamente mi capita di disprezzare libri che alla maggior parte dei lettori piacciono molto: in questo caso però ho letto vari commenti negativi a proposito di un libro che ho amato! Forse non sono esperta del genere e quindi non ho saputo cogliere la prevedibilità, ma mi sono piaciuti anche i personaggi a dire il vero. Comunque hai scritto una recensione molto chiara e capisco perché non ti sia piaciuto.
    Un abbraccio

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