Serena riflette

serena

Pezzo scritto senza reale contesto, Serena esiste, ma al momento non si colloca in nessun libro o racconto, ancora non ha un posto per sé…

Serena guardava attraverso il velo. Le lacrime creavano quell’impercettibile strato di nebbia davanti ai suoi occhi. Lacrime invisibili che restavano lì appese perché si sforzava di tenerle per sé.

Lo sanno tutti che lei e lui non hanno un rapporto, si parlano a malapena, si dicono che si vogliono bene per le feste comandate e i compleanni e poi nulla. Serena non pensa mai a chiamarlo per parlare un po’ con lui, per sapere cosa pensa. Serena semplicemente non lo sa.

A volte se lo chiede, se e come rimediare; si chiede se un giorno non rimpiangerà tutto questo tempo che aveva a disposizione, si chiede se non piangerà disperata pensando al tempo perduto che non ha mai usato per sapere davvero lui chi fosse, cosa pensava, cosa sentiva, cosa sperava e cosa si chiedeva.

Al momento davvero non c’è niente di preoccupante, tutto è passato, tutti stanno bene, ma Serena si chiede per quanto, cinicamente lo sa che è solo questione di tempo.

E allora ci pensa e trattiene anche il respiro perché teme che quella lacrima possa solcarle il viso e non deve accadere, non deve assolutamente.

Nessuno la “vede”, nessuno sa chi è lei davvero, molti lo immaginano, molto pochi a dire il vero, molti si domandano come sia, molti non lo sanno.

E poi c’è sua madre che sembra non saperlo.

Eppure le parla, parla tanto con lei, la conosce, conosce i suoi sogni, le sue speranze i suoi desideri e le sue preoccupazioni. Non si domanderà mai se non ha conosciuto abbastanza sua madre perché sa che non è così.

La conosce eccome.

Eppure lei glielo dice sempre: “Ma come fai? Tu sei un pezzo di ghiaccio”.

Ma Serena non è così, non è vero, vorrebbe urlarlo, ma non può perché tutti pensano che sia così. Senza emozioni, senza cuore.

Come se i fatti della vita non la toccassero e le scorressero sopra.

Serena ha fatto della sofferenza qualcosa di solo suo, qualcosa che solo lei vede e sente, la sua sofferenza, percepita dagli altri, è una parte infinitesimale.

Urla, urla solo dentro, fuori il nulla.

Non sopporta le domande stupide. “Se lui ti lascia?” oppure “Dopo tutto questo tempo perché non ti fai andare bene certe cose per il quieto vivere?”.

Perché no. Lei non vuole,  non gliene frega niente del quieto vivere. Piuttosto ferisce chi ama, piuttosto lascia qualcosa andando avanti, perché Serena non finge, non bara, se non gli piace qualcosa di te lo dice, te lo fa notare, ti chiede di smetterla e poi si stufa.

Torna a voltare la testa e a fissare quell’uomo che non conosce davvero e a chiedersi come sarà un giorno.

Non ricorda, ma sa che da bambina lei e lui erano una cosa sola, sa anche per certo che lui la ama in un modo inimmaginabile, eppure non riesce, non dopo quella lacerazione, a essere davvero ciò che dovrebbe essere per lui.

E così gli anni sono passati senza vedersi davvero.

Compleanni, feste, Natali, ricorrenze, matrimoni e viaggi. Ma lei non sa più chi è lui, cosa pensa e cosa sente e lui non sa chi è lei. Non può fare a meno di riflettere su come sarà quando il tempo sarà scaduto, potrebbe succedere da un momento all’altro, forse è cinico pensarla così, ma è la verità.

Oggi, domani o tra un anno, forse due. Nessuno può dirlo con certezza, ma sa che ormai manca poco e che se vuole recuperare deve farlo subito, deve alzarsi e riempire lo spazio. Esita, lascia stare.

Si domanda allora come sarà davvero quel giorno, se il vuoto che ha dentro la risucchierà in un vortice nero o se uscirà tutto fuori e allora proverà e sentirà davvero l’odio profondo per stessa, per aver issato quel muro, per essersi guardata bene dall’abbatterlo quando era ancora in tempo. Quando l’argine si romperà da solo sarà tutto molto più difficile, saranno un miliardo di pezzi che non si potranno più rimettere insieme, saranno mille frammenti distrutti di sé, sarà qualcosa che non potrà essere ricomposto e un’altra luce si spegnerà dentro di lei, senza che nessuno, come sempre, lo sappia.

Sua madre la guarda: “Tu sei fatta di ghiaccio, non hai un cuore”. Ecco, come sempre, questo almeno era rassicurante.

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9 thoughts on “Serena riflette

  1. Mi piace questo tuo personaggio! Molto… Forse mi rispecchia un po’, perché rifletto spesso anch’io. Non vedo l’ora di leggere le sue avventure! Ribadisco che scrivi benissimoi, brava Laura!<3

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