Inachis ~ La seconda scelta

farfalla 

Volgeva lo sguardo altrove per non incontrare le gemme più belle ch’ella abbia mai visto, evitantdo di farsi trarre in inganno, dando loro la possibilità di esplorare i suoi confini, sondando la causa di ciò che erano.

Spesso pensò alla cosa che più l’addolorava senza mai darle forma né peso, senza mai attribuirle eccessiva importanza, ella si diceva ch’era un problema dell’essere suo, non causa di chi le stava attorno, né suo pensiero, ma con il tempo e le azioni c’erano cose che non poteva non domandarsi.

Perchè l’amicizia, seppur fonte di felicità in alcune situazioni, sarebbe meglio fosse mai esistita, essa ci permette di sapere cose che non ci sarebbe stato dato di sapere in altro modo, cose… cose che ora… forse… sarebbe stato meglio non sapere….

Sarebbe meglio non poter leggere la differenza nei modi e nelle azioni, non veder come fu vista la Farfalla e com’è vista la larva.

La Farfalla, poche ore di immane splendore, ammirazione, desiderio di averla, sapendo che non potrai mai possederla; di catturarla, di poterla tenere per sempre sapendo che scivolerà dalle tue mani in breve e che anche mettendola sottovetro la sua essenza scivolerà via entro poco, mentre la larva, impegno e fatica, sopportazione di sguardi disgustati alla sua vista e nessun riconoscimento delle sue funzioni e della sua importanza.

Ora tutto ciò da cui ella fuggiva è lampante, esposto, messole davanti con violenza, non può negarsi la verità, non ora…

Una seconda scelta, spesso richiesta, una seconda opportunità supplicata…

….. ” Ti prego dammi una seconda opportunità”…

…. ” Ti prego dammi un’altra scelta”….

Ma come ci si sente ad esserlo?

Come ci si sente? Quando la seconda scelta non è una cosa astratta, ma un essere che prova emozioni com’è?

Com’è sapere che non sei la Farfalla, ma la larva?

Che la Farfalla seppur spenta e caduta in disgrazia risplende ancora mentre il tuo stato di larva non muta mai da tale, resta, invano, uno strisciare di dolore urlante, e anche quand’ella un giorno muterà da larva in farfalla non cambierà nulla poichè la Farfalla tale resta vivida nel suo ricordo e che anche quando volerai continuerai a strisciare…

Ella si chiede … Perchè io volo tranquilla, indisturbata, senza destare clamore? Perchè nessuna campana di vetro m’attende? Perchè nessuno mi vuole conservare? Nessuno mi vuole trattenere, sono libera di sfuggire, di andare e di cadere, di essere dimenticata come non fossi mai stata. 

Perchè debbo essere consapevole della differenza? Perché lo so?

Dopotutto, quando ancora ero una larva, non potevo sapere se non l’avessi udito dalla tuo eco narrante, perchè non potevo semplicemente pensare che tutte le farfalle fossero un giorno uguali e che non ve ne fossero alcune indimenticabili ed altre mai esistite?

E poi…

Oltre alle ricorrenti immagini, ai pensieri che venivano scacciati con forza, la consapevolezza, l’udirlo in modo netto, in faccia senza giri di parole, ora come farà a dimenticare? Come farà a non pensare? Come farà ogni volta che la sostanza la chiama a non immaginare che gli occhi non la guardano, la trapassano, guardano oltre, non nel fisico, ma nel tempo, oltre nell’anima, e dopo….

Oltre la consapevolezza la richiesta dell’ombra, dell’oblio dell’albore.

La negazione totale d’ella, accettare la ricerca interiore di chi ha giocato e infangato tutto e viene ancora ritenuto essenziale, superiore, luminoso, unico nel suo attimo, nel ricordo meraviglioso sogno irraggiungibile, la negazione della consapevolezza dell’immondizia che la Farfalla era, nel ricordo è comunque speciale, unica, fantastica, nessuno è come lei, la Farfalla è ammirata, desiderata, mentre ella.. ella è solo la seconda scelta, ciò che viene dopo, che è capitato, ma che non merita nulla in più, esiste, fa parte di ciò che circonda il suo mondo, ma non sarà mai ritenuta speciale.

Ella sta male, il dolore si nutre dell’anima sua, la divora pezzo per pezzo, una finzione costante di allegria, felicità e colore, ma dentro è nera, ormai arida, consumata dalla disperazione, dal rancore covato, eppur scavando si rende conto che l’odio non è verso chi ella ama, ma verso se stessa, verso quello che non può essere, verso la luce che non raggiunge, verso lo sbattere convulso di quelle ali che non la fanno alzare… mai…

Ella volge in solitudine lo sguardo alla notte e piange lacrime che non hanno né sapore né sostanza, perchè sono state prosciugate dalle lunghe veglie, dalla speranza, Orribile Illusione, di essere anche lei una Farfalla, una farfalla migliore, una farfalla più bella, più speciale, più luminosa, da ritenere preziosa, quasi da fare ripudiare la FARFALLA, ed invece ella è solo la seconda scelta….

 

Lady With Hat ©

 

 

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