Capitolo 1 ~ Lady Jessica Bark (parte seconda)

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Michael rimase impietrito sulla soglia, al centro del salone, proprio nella poltrona di fronte all’uscio, c’era Jessica.

Era bella da togliere il fiato, già a quindici anni emanava la sensualità di una donna, ma adesso, con quell’abito rosso che le copriva appena il seno era una gioia per gli occhi di qualunque uomo, non sarebbe riuscito a spiccicare parola se la voce della contessa non gli avesse trapanato i timpani.

«Cosa desideri Michael?», domandò imperiosa.

«È appena arrivata una stupenda giumenta bianca per Lady Barker, un omaggio dal suo futuro sposo», rispose composto.

«Tesoro, hai visto? Il tuo futuro marito già ti vizia», disse sua madre tutta contenta.

L’espressione di Jessica appariva seccata e non poteva fare a meno di domandarsi cosa lei sapesse, visto il comportamento del giorno precedente supponeva Jessica non fosse a conoscenza del suo attuale stato, si chiedeva anche se sapesse a chi era destinata, se lei fosse a conoscenza di chi fosse l’uomo con cui le avevano combinato il matrimonio i genitori.

Odiava quell’uomo già da prima, aveva i suoi buoni motivi per farlo, ma il pensiero che quel viscido potesse avere anche Jessica lo faceva infuriare oltre ogni umano freno di compostezza.

Jessica iniziava a spazientirsi, chiedendosi perché Michael parlasse di se stesso come se stesse parlando di un’altra persona. Soprattutto si domandava perché era vestito come il giorno precedente con l’unica differenza che sopra la camicia portava una giacca stazzonata e logora.

«Volete venire a vederla Lady Barker?» Chiese Michael rivolgendosi a lei.

«Michael non c’è bisogno che mi chiami Lady Barker, siamo cresciuti insieme…» iniziò Jessica che ormai era esausta di tutto quel teatro.

«Ti pare che Lady Barker abbia l’abbigliamento ideale per scendere fino alle scuderie? Vedrà la cavalla in un altro momento, ora puoi anche andartene Michael», intervenne sua madre tagliente come la lama di un rasoio.

«Con permesso», si limitò a rispondere Michael chiudendosi la porta alle spalle.

Jessica era allibita.

«Madre perché avete trattato Lord Crawford in quel modo? Cosa sta succedendo?»

«Perché Lord Crawford non è più Lord Crawford», intervenne suo fratello Archie ghignando.

«Non ti rivolgerai mai più a quel ragazzo con tutta questa familiarità, hai capito Jessica? Lo dicevo io a tuo padre che non era una buona idea offrirgli di lavorare qui visto il legame che avevate da bambini ma lui non ha voluto sentire ragioni…»

«Lavorare qui?» chiese Jessica stranita, «potete spiegarmi esattamente cos’è accaduto?»

Finalmente intervenne suo padre che tra tutti era sicuramente colui in grado di fare un discorso sensato.

«Mia cara non volevamo turbare il tuo rientro addolorandoti con questa notizia, ma tanto vale che tu lo sappia. Purtroppo, poco dopo lo scorso Natale, la madre di Michael è morta per una febbre che non le ha lasciato scampo e il conte suo marito, accecato dal dolore, ha iniziato a sperperare il loro patrimonio bevendo e frequentando sale da gioco. A Michael non appartiene più nulla, il conte si è indebitato fino al punto da arrivare a suicidarsi per la vergogna, la casa e le terre sarebbero andate all’asta se l’uomo con cui era indebitato il conte non avesse deciso di rilevare le proprietà ed estinguere il debito in quel modo. Per Michael sarebbe stato troppo duro fare da servo nella sua stessa tenuta, così gli ho proposto di venire qui a fare da stalliere, conosco quel ragazzo da quando è nato e ho voluto assicurarmi almeno che il suo futuro fosse nel luogo dov’è cresciuto».

Quando suo padre terminò il racconto il cuore di Jessica era stretto in una morsa.

«Cosa ne è stato di Abby?», chiese mestamente.

«La direttrice del suo collegio, visto che non sarebbe più arrivata la retta, l’ha sbattuta nelle cucine a fare la sguattera», la informò sua madre senza un briciolo di tatto.

Ci mancò poco che Jessica non scoppiasse a piangere, la sua dolce Abby, che si vergognava persino d’incrociare lo sguardo con qualcuno, a fare la sguattera nelle cucine di un collegio.

Poi una certezza più amara di tutto il resto artigliò il suo cuore, il suo futuro sposo non era di certo Michael.

«Madre ma allora chi è il mio futuro sposo?» domandò Jessica con il cuore in gola.

«Pensava di dover sposare lo stalliere!», esclamò Archie lasciandosi andare ad una risata sguaiata che ferì ulteriormente Jessica.

«Il Duca di Warchester mia cara, diventerai una duchessa, un titolo ancora più importante di quello che già possiedi», si beò sua madre.

«Ma madre io non lo conosco, com’è possibile che mi ha abbia chiesta in moglie se non l’ho mia visto?», s’informò Jessica allibita.

«Ma certo che lo conosci cara, ha partecipato a numerose feste che abbiamo dato quando eri più piccola e ti ha rivista l’ultima volta che sei stata qui per Natale, non ricordi? Il giorno prima che partissi per tornare al collegio tuo padre ti ha mandata a chiamare perché salutassi il nostro ospite, appena te ne sei andata ti ha chiesta in moglie», rispose sua madre entusiasta.

Jessica cercò di andare indietro a quel giorno, eppure non ricordava nessun giovane lord in visita presso di loro, poi fu attraversata da un’orrenda consapevolezza.

«Intendete l’ospite che era con papà nella sala da fumo?», s’informò, sperando di sbagliarsi.

«Esattamente mia cara», confermò sua madre tutta pimpante.

«Ma è un vecchio», si lasciò sfuggire involontariamente, poi, rivolgendosi verso suo padre disse: «scusate padre io non intendevo essere irriverente nei vostri riguardi».

«Va tutto bene mia cara, mi rendo conto che tu possa vedere come anziano un uomo della mia età, ma il duca è scapolo ed è un uomo ancora nel fiore degli anni», rispose suo padre pacato.

«E’ un vecchio che ti trasformerà in una duchessa, quindi non fare tanto la schizzinosa», la pungolò Archie malignamente, «io che erediterò il titolo rimarrò un conte, tu diventerai molto più importante di me».

Un colpo alla porta interruppe l’animata conversazione.

Il loro valletto annunciò che era arrivato il duca.

Quando varcò la soglia l’umore di Jessica precipitò ulteriormente, il duca era piuttosto basso, con la pancia prominente e una calvizie pronunciata, sembrava che il panciotto damascato dovesse esplodergli da un momento all’altro, e dovevano ancora mangiare.

Jessica era paralizzata, sapeva che la sua famiglia si aspettava che dimostrasse entusiasmo verso l’ospite, mentre lei provò un’immediata avversione, oltre alla scarsa avvenenza c’era qualcosa che la infastidiva profondamente in quell’uomo.

Non sapeva come comportarsi poiché fino a pochi minuti prima non aveva protestato contro quel matrimonio imposto convinta che il suo futuro sposo fosse Michael, se avesse anche solo lontanamente immaginato chi si sarebbe trovata davanti probabilmente avrebbe trovato il modo di fuggire a cavallo mentre tornava dal collegio.

Sua madre infine decise di andare incontro all’ospite al posto suo.

«Vostra grazia attendevamo con impazienza il vostro arrivo, perdonate mia figlia ma l’ansia per questo incontro l’ha paralizzata», lo salutò, tutta sorrisi mielosi.

«Il piacere che mi dà vostra figlia con la sola vista non necessita altre scusanti. Venite avanti mia adorata, fatevi guardare meglio, è dallo scorso Natale che aspetto questa gioia», la incitò il duca facendole cenno di avvicinarsi.

A quel punto Jessica fu costretta ad andare incontro al suo futuro sposo fingendo un entusiasmo che non provava.

 CONTINUA!

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Lady With Hat ©

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16 thoughts on “Capitolo 1 ~ Lady Jessica Bark (parte seconda)

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  2. Pingback: Riassunto e Domande | Racconti dal passato

  3. Ho letto i primi due capitoli praticamente tutti d’un fiato e li ho trovati davvero stupendi! Sono scritti molto bene, le parole scivolano via chiare e leggere e la trama, per quanto possa forse sembrare semplice, mi ha rapita! Appena posso, mi ritaglio ancora un po’ di tempo per andare avanti: sono curiosissima di sapere cosa dirà Michael su questa situazione! 😉 Complimenti davvero! 😀

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    • Grazie davvero 🙂 Mi fa piacere che tu stia leggendo! E’ molto più semplice che un romanzo strutturato, però ci ho messo un po’ di intrighi che vedrai andando avanti. Ovviamente il fantasy è molto diverso, ma il mio stile come scrittrice penso si possa già intravedere. (Nel caso in cui esista un mio stile 😛 )

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      • Ti ringrazio per il tuo parere e per avermelo fatto sapere, almeno so se piace a qualcuno 😀
        Alcune persone mi hanno detto che aspettano il finale per commentare ahahah 😛
        Il fantasy io l’ho iniziato a scrivere a settembre 2013 e l’ho finito l’anno dopo, al momento sto apportando le ultime revisioni e aspettando per la copertina.

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  4. Beh, complimenti! Il mio l’ho trascinato avanti per anni cambiando un sacco di cose. Ma anche se la trama non è ancora molto definita (se non all’inizio), almeno ora i personaggi sono più definiti e sfaccettati (nonché soggetti di molti miei disegni). Spero di poterne pubblicare qualche pagina sul mio blog prima o poi! 🙂
    Ancora in bocca al lupo per la copertina!

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    • Ah brava, anche quella è una strada! Io di solito faccio il contrario, scrivo prima tanti riassunti di tutta la storia, poi poco per volta li amplio trasformandoli in capitoli, idem per i personaggi, anche quelli li ho delineati tutti prima di iniziare. Scrivere come narratore onnisciente, specialmente se sei alle prime armi, aiuta molto poiché ti impedisce di scrivere a sproposito e perdere il senso della storia. Io son piuttosto logorroica e ho evitato di farlo proprio per non perdermi.

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  5. Ciao cara ^^ Ed eccomi anche a commentare questo capitolo!
    Ancora una volta sei riuscita a mettere in evidenza uno dei punti cardine dell’epoca vittoriana “il matrimonio” una compravendita di bestiame in fondo, dove la donna era solo un modo per assicurare una stirpe. Sono quindi felice di come tu abbia descritto questo primo incontro e sono proprio curiosa di vedere cosa farà Jessica ^^

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    • Grazie per il tuo passaggio ed il tuo attento commento.
      Purtroppo hai ragione, al giorno d’oggi spesso parliamo di “mercificazione” del corpo della donna in riferimento alle pubblicità o al vendere un prodotto, ma allora non era così diverso come si crede.
      Le figlie erano quasi “bestiame” da accoppiare come meglio si poteva.

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  6. Questo capitolo è tremendo, ti sei impegnata molto per donarci quel sottile (neanche troppo) disgusto per il classico damerino lascivo e vischioso e la fuga nella sua stanza hanno liberato non solo lei, ma anche me come lettrice. Di sicuro sei molto brava a ricreare l’ambiente e il io precedente commento a questo proprosito non ha più senso, visto che di capitolo in capitolo le sensazioni sono più forti!

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